Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
Storia del Giardini pensili di Babilonia
I giardini pensili erano una delle caratteristiche principali della città  di Babilonia.

Ad oggi non è stata ancora trovata una prova certa della loro esistenza, ma essi vengono decantati in diversi testi scritti da chi li vide nell'antichità.

La leggenda narra che fu re Nabuccodonoros, intorno al 600 a.C., a far costruire i giardini in omaggio alla giovane moglie Amiti, la quale soffriva di nostalgia per il suo paese natale sulle montagne persiane.

I giardini si sviluppavano su terrazze sovrapposte a forma di piramide tronca che potevano arrivare anche a 40 metri di altezza dal suolo.

Fu creato un vero e proprio orto botanico in cui la vegetazione era composta, non solo da alberi e piante autoctone, ma anche da alberature importate fino a Babilonia da tutte le parti del mondo.

La prosperità dei giardini dipendeva da un ingegnoso ed efficiente sistema d'irrigazione, ottenuto sfruttando l'acqua dell'Eufrate. Questa veniva sollevata fino all'ultima terrazza per mezzo di una catena di secchi applicata alla grande ruota a gradini di un mulino azionato da schiavi. Da lì l'acqua, scendendo, formava ruscelli e cascatelle che correvano lungo i giardini, mantenendo il suolo umido.

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